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A canestro per la ricerca

Sabato 28 e domenica 29 marzo, Lega Basket Serie A e Lega Nazionale Pallacanestro scendono in campo al fianco di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro per la seconda edizione della campagna A Canestro per la Ricerca. Una mobilitazione corale che vedrà giocatori, allenatori, staff tecnico e arbitri invitare tifosi e appassionati a far parte della grande squadra di chi crede nella prevenzione e nella ricerca, con l’obiettivo di rendere il cancro sempre più curabile. È possibile sostenere l’iniziativa con una donazione al numero solidale 45521, con SMS o chiamate da telefono fisso, oppure su airc.it.

Un week end di sport e solidarietà, che coinvolge tutte e 70 le squadre di LBA e LNP. Allenatori e staff tecnico indosseranno la coccarda AIRC, mentre i capitani, durante il riscaldamento, la t-shirt A Canestro per la Ricerca, scelte consapevoli che simboleggiano il sostegno alla mission di Fondazione AIRC. Ad amplificare il messaggio, la voce dei cronisti durante le dirette dei match e i contenuti social realizzati e diffusi da LBA, LNP e dalle squadre.

Un impegno concreto a sostegno del lavoro di 5.000 ricercatrici e ricercatori AIRC impegnati in 96 istituzioni prevalentemente pubbliche, laboratori di università, ospedali e altri centri di ricerca, con l’obiettivo di perfezionare cure sempre più efficaci per tutti i tumori e studiare nuovi strumenti e strategie per la diagnosi precoce e per la prevenzione.

Numerosi studi hanno dimostrato l’importanza di uno stile di vita sano. Fino al 40% dei nuovi casi di tumore è infatti potenzialmente prevenibile attraverso comportamenti salutari1. Per tradurre in pratica il valore della prevenzione, ognuno è chiamato a fare la propria parte adottando lo schema 0-5-30, una vera e propria regola del gioco per la salute: 0-5-30: 0 sigarette di qualunque tipo, 5 porzioni di frutta e verdura e 30 minuti di esercizio fisico.

“Da grande appassionato di basket posso dire che ci sono molti punti di contatto tra questo sport e la nostra attività in laboratorio – spiega il dottor Luigi Nezi, titolare di un progetto AIRC presso l’Istituto Europeo di Oncologia -. Nella pallacanestro si vince ‘continuando a tirare’, anche dopo tanti errori. Nella ricerca accade lo stesso: ogni tentativo mancato non è una sconfitta, ma un passo necessario verso la conoscenza. Grazie al finanziamento AIRC, con il mio gruppo, stiamo portando avanti un progetto sul cancro del colon retto per definire una terapia disegnata in base al profilo microbico-immunologico-metabolico individuale di ogni paziente, per migliorare la risposta al trattamento e minimizzarne gli effetti collaterali. Inoltre, svelando i meccanismi molecolari utilizzati dai batteri per interagire con l’ospite, vorremmo definire degli interventi di prevenzione in soggetti ad alto rischio, sia attraverso diete specifiche che con preparazioni che derivano da microorganismi appositamente selezionati”.

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